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Passione per citta', ciclismo e storia

"Conservare e mantenere in vita opere che hanno un'importante significato sia per l'elevato valore sociale ed educativo sia per aspetti prettamente tecnici è un impegno che la società deve mantenere con se stessa"

Da una tesi di laurea sulla copertura del Vigorelli

Arginare il degrado

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Il degrado del Vigorelli e della pista italiana sono un affronto alla collettività che va ben oltre la sfregio alla città - costituito da un'impianto spettrale nel suo centro - e alla mortificazione di una tradizione sportiva centenaria. E' anche l'indicatore di una società incapace di valorizzare la propria storia, sempre più scardinata dalle sue radici, sempre più incurante del bene comune, incapace di sognare e di sviluppare progetti audaci.

Velocista sul VigorelliIl progetto Vigorelli non è nato per denunciare questi fatti, ma parte da una presa di coscienza della loro esistenza per cercare di sviluppare una progettualità e collaboratività cittadina capace di aiutare a contrastare il degrado. E' un'atto d'amore per una città che abbiamo nel sangue e che siamo stanchi di vedere umiliata dall'indifferenza e dalla mancanza d'idee civiche di chi la abita. E' passione irrefrenabile per una tradizione ciclistica - quella della pista - che fa parte della storia di Milano e dell'Italia e senza la quale non si può costruire un'autentica e sempre più necessaria cultura della bicicletta. E' un tentativo di costruire un ponte generazionale tra le nuove leve e i grandi campioni e artigiani del passato la cui passione, sobrietà, competenza e geniunità costituiscono dei valori attualissimi da abbracciare con slancio. Il velodromo e la pista sono sogno, bellezza, purezza, fascino e audacia, e di cose come queste c'è nella società italiana d'oggi un gran bisogno.

Una metodologia diversa

Lasciamo ad altri il compito di additare colpevoli e cercare le responsabilità: le ferite della pista italiana e del Vigorelli sono profonde al punto di essere potenzialmente mortali, adesso serve ben altro. Meglio quindi partire dal presupposto che come cittadini non possiamo aspettarci che arrivino sempre dalle istituzioni e dalla politica le soluzioni ai problemi che ci riguardano, che dobbiamo essere pronti ad assumerci la responsabilità dell'impegno personale nella tutela del nostro patrimonio storico, cittadino e sportivo.

E' in questa cornice di impegno personale, di progettualità collaborativa e di passione vera che nasce il progetto Vigorelli. E' un tentativo di creare un dinamico ecosistema di persone, tecnologie, competenze e idee capace di attuare numerose iniziative tese al rilancio di una cultura popolare della pista e alla reinvenzione del Vigorelli. Un progetto che possa dare anche un concreto contributo a rilanciare una Milano in crisi d'identità e persa a se stessa, ma a cui non manca certo la capacità di reinventarsi e tornare a primeggiare. Vogliamo partire da quello che ci unisce come la storia di questo Paese, l'orgoglio di essere milanesi, l'essere amanti della bicicletta e l'avere a cuore la tutela del bene comune, e usare questo come base per costruire insieme qualcosa di valore. Qualcosa che costituisca una reale innovazione nello stagnante mondo del ciclismo italiano in particolare e della società italiana in generale.

Record mondiale 100km

Un pò di coraggio e fantasia

Forse è da folli sognare un Vigorelli che non solo torni ad essere uno dei velodromi più importanti del mondo - come lo è stato in passato - ma che diventi anche un'innovativa struttura riqualificata perfettamente inserita nel tessuto urbano e sociale della dinamica Milano. Forse non è ragionevole pensare che la società civile tornerà ad abbracciare la pista per la sua spettacolarità, mondanità e pura bellezza, per il suo offire uno spazio protetto nel quale lasciare praticare serenamente lo sport ai giovani e dove gli adulti possono divertirsi e fare attività fisica tutto l'anno. Forse è poco sensato chiedere a una città che ha costruito impianti per sport come il baseball e la pelota di lasciare anche un pò di spazio a velodromi dove si pratica un'arte sportiva dalle tradizioni centenarie fittamente intrecciata con la storia dell'Italia. Forse, ma noi siamo abbastanza folli e poco ragionevoli da pensare che abbia senso sognare un nuovo Vigorelli che tolga il fiato per la sua bellezza e il suo essere struttura tesa verso il futuro nel rispetto del passato, che ci sia ancora spazio sull'orizzonte metropolitano per il kaleodoscopio emozionale della pista. Con l'aiuto di chi vorrà unirsi a noi cercheremo di riconquistare questo spazio.

La posta in gioco - la scomparsa di una cultura ciclstica centenaria e la distruzione di un monumento nazionale - è altissima, e siamo quasi fuori tempo massimo. Non c'è momento migliore per buttarsi nella mischia.

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